Quaderni di Symbolon


La realtà nel segno della parola. La rivista dell’Osservatorio Permanente Europeo della Lettura: per gli accademici, i professionisti e gli appassionati dell’universo della comunicazione. I più recenti studi di dottori e dottorandi della Scuola in Scienze del Testo, le notizie dal mondo della ricerca europea e nazionale scelte dalla nostra redazione e i relativi commenti critici, le pubblicazioni scientifiche, gli appuntamenti da non perdere, e nella Rubrica Un Libro al Mese i nostri suggerimenti di lettura.

News

Report & Analisi  Convegni & Call for Papers

Pubblicazioni

Glenda Franchin, L’arte del volto. Per un’antropologia dell’immagine, Vita e Pensiero, Milano 2011

In questo saggio il ritratto, come espressione di un soggetto, è lo strumento storico e teorico per riflettere sulla rappresentazione, l’opera d’arte e lo sguardo artistico. É una riflessione che, partendo dalla dichiarazione metodologica del sottotitolo – per un’antropologia dell’immagine –, ripropone interrogativi che riguardano alcuni dei temi principali della cultura occidentale: che cosa è un’immagine? Come scrive Silvano Petrosino, citando direttamente Glenda Franchin, questo è un lavoro «sul senso dell’immagine e in particolare dell’immagine del volto in una delle sue declinazioni tradizionali: il ritratto» (p.VIII). Franchin approfondisce ed evidenzia l’elemento antropologico presente in ogni tipo di immagine che è, per diversi aspetti, sempre antropologica, cioè prodotta da uno sguardo che la sostiene  (p. 3) e che assume valore in relazione all’esperienza dell’individuo che la guarda e la produce (p. 4). Nell’indagine l’oggetto studio è il ritratto, un genere della rappresentazione che in queste pagine diviene «il luogo storico e teorico nel quale è possibile frequentare alcuni tratti distintivi di ogni tipo di immagine e mediante il quale ripensare la natura stessa della rappresentazione» (ibidem).
A partire dal ruolo centrale svolto dal Secondo Concilio di Nicea (787 d. C.) nella definizione della funzione e del valore dell’immagine nella civiltà occidentale, Franchin, attraverso il riferimento metodologico e teorico di Jean-Luc Nancy, Michel Dufrenne, Georges Didi-Huberman, conduce un excursus sul concetto di rappresentazione inteso come modalità di relazione tra lo sguardo e l’immagine: «la rappresentazione non è l’atto mediante il quale l’uomo produce una sorta di simulacri delle cose, intesi come riproduzioni autosufficienti e indipendenti da un presunto mondo ‘reale’ di cui le cose sono parte. La rappresentazione si mostrerà come il modo antropologico dell’apparire dell’immagine, poiché nulla appare se non all’interno della relazione con uno sguardo» (p. 5).
Franchin affronta, inevitabilmente, anche la questione dell’idolatria, considerata in questa sede come presenza autosufficiente e «chiusura» in quanto si esaurisce nella esposizione del sé. L’ipotesi sostenuta è che il termine idolatrico designi un attributo e che sia proprio dell’immagine in sé possederlo o meno. L’idolatria dunque non è una proprietà dell’immagine ma nasce nello sguardo che produce l’immagine e che all’immagine si rivolge (p. 13): «l’immagine è il davanti-a-un-soggetto, possiede senso e verità solo nell’orizzonte dell’incontro con lo sguardo. Rappresentare non significa, originariamente, duplicare, fornire un’immagine fedele di qualcosa o qualcuno, ma presentare secondo l’ordine del proprio sguardo, ovvero, ultimamente, secondo l’ordine della propria esperienza» (p.19).
Il paradigma fisiognomico degli studi sul volto – continua Franchin – rivela il tentativo umano di fronte all’incomprensibilità e alla inafferrabilità della soggettività dell’individuo. Il volto è stato studiato secondo classificazioni numeriche dei suoi tratti, attraverso l’elaborazioni di griglie, elenchi, inventari tentando di risolvere l’inquietudine provocata da ciò che non si può circoscrivere.
Il saggio si conclude con una analisi di alcuni casi scelti della produzione artistica contemporanea – Franchin introduce, accortamente, ad una definizione di contemporaneo – tra cui compaiono: Francis Bacon, Heléne Schjerfbeck, John Coplans, German Gómez, Domenico Grenci, Rossella Bellusci, Alessandro Bellucco.
Il saggio è il prodotto di una Scuola e come tale riflette una metodologia di studio elaborata attraverso l’interdisciplinarità dell’insieme dei contributi citati che costituiscono anche la bibliografia di riferimento. Si consiglia al lettore interessato al tema del ritratto di integrare questo contributo con altri tre suggerimenti di lettura: Maurizio Bettini, Il ritratto dell’amante, Einaudi, Torino 1992; Victor I. Stoichita, The Pygmalion Effect. Towards a Historical Anthropology of Simulacre, University of Chicago Press, Chicago 2006 (tr. it. L’effetto Pigmalione. Breve storia dei simulacri da Ovidio a Hitchcock, il Saggiatore, Milano 2006); e Lina Bolzoni, Il cuore di cristallo Ragionamenti d’amore, poesia e ritratto nel Rinascimento, Einaudi, Torino 2010.

 

MICHELE   RAK

O C C H I O   B A R O C C O
D I E C I   L E Z I  O N I   S U   I  M M A G I N I,  T E  A T R O   E   P OE S I A  
D A   N A P  O  L I   A   R O M A,  F I  R E  N Z  E   E   O  L  T R E
APOCALISSI, TRIONFI DI ZUCCHERO, OCCHI DI GIAIETTO, NATURE MORTE,
PULCINELLI ARROSTO, ORCHI, NARCISI, EDIFICI D’OMBRE MATEMATICHE,
FIGURINE E BURATTINI,  STANZE  DELLE  MERAVIGLIE  E  ALTRE  MACCHINE
DELLO SGUARDO

Collana Argonauti (AN1); pagine 400; prezzo € 25,00; ISBN 978-88-89987-50-6.

Il Barocco è una ricerca avventurosa, a volte spasmodica, sui modi della comunicazione necessari alla città moderna per raggiungere le folle, sulle tecniche e soggetti necessari agli uomini e ai linguaggi delle arti in cerca di mecenati, di pubblico, di fama e di danaro.
Immaginario in movimento che cerca una posizione agli oggetti, costumi e icone che viaggiatori, avventurieri e mercanti trasportano in Europa dal resto del Mondo e deve dare forma alle pressanti trasformazioni della Modernità – con trattati, rime, quadri, stampe, esperimenti e recite dei cantimbanchi.
Il Barocco scopre e usa gli strumenti per vedere – il cannocchiale, il microscopio, la camera oscura, lo specchio –, e le nuove regole per farsi vedere – gli abiti, i gioielli, le parate, le mostre, le camere delle meraviglie, le tavole imbandite. La Modernità comincia con i libri illustrati, le forme del corpo e dei mostri, il teatro musicale, l’invenzione del paesaggio, il senso della vanità delle cose e della ruota della Fortuna che si nasconde dietro i monumenti delle feste che si dissolvono nei fuochi artificiali.
Questo libro è uno strumento per le parole d’ordine necessarie per vedere le mostre, gli eventi e i musei legati al Barocco – da Napoli, a Torino, Mantova, Venezia.
MICHELE RAK, analista e storico delle idee e dei linguaggi d’arte e della loro influenza sulle dinamiche sociali, teorico della comunicazione dal Barocco al Contemporaneo, storico della fiaba e della cultura di Napoli ha diretto molte ricerche nazionali sul lettore e sul mercato del libro, sull’immagine e sulle tendenze della cultura mediale. Tra gli ultimi libri: Da Cenerentola a Cappuccetto rosso (2007),  La letteratura di Mediopolis (2010) e curato  Comunicare con il libro (2011). Ha pubblicato il romanzo La Venere perduta (2010).


 

Report & Analisi

 

IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO. Cosa chiedono la società e le istituzioni europee alla ricerca nelle scienze sociali e umanistiche – SSH Social Sciences and Humanities.Convegno a cura di APRE, Agenzia per la promozione della ricerca europea, MIUR 15 Giugno 2011.Prima che un’opportunità eccellente per il finanziamento e la promozione della ricerca scientifica, quello predisposto attraverso il Settimo Programma Quadro della Commissione Europea per la Ricerca è un ottimo metro per la valutazione, da parte dei singoli ricercatori, delle proprie curiosità ed esigenze critiche. Fissando, o, più opportunamente, redigendo l’agenda scientifica secondo le priorità, sulla base dei position papers provenienti dai soggetti impegnati nella ricerca all’interno dei diversi Stati Membri, l’Europa fornisce a ciascun ricercatore europeo le fondamentali linee di indirizzo per i propri studi, costruendo la coscienza di ciò che è sentito come interesse prioritario ed è dunque richiesto alla ricerca perché si possano orientare le scelte dei policy-makers sia europei che nazionali.Che la ricerca sia fruibile per i policy-makers è la grande sfida di fronte alla quale si trovano le discipline che afferiscono al campo delle scienze sociali e umanistiche: uscire dall’autoreferenzialità accademica e operare nel senso di una sempre più stretta e coordinata collaborazione con enti e istituzioni a livello nazionale, europeo ed internazionale è per i ricercatori (attivi nelle Università, negli istituti di ricerca privati, nelle aziende e nelle organizzazioni della società civile) la frontiera alla quale guardare e verso cui dirigersi.Al di là del fatto che la fruibilità richiamata è funzionale all’ottenimento di finanziamenti europei per la ricerca, il dato rilevante è l’esigenza e l’affermazione di un certo tipo di approccio alla ricerca medesima, nel quale la multidisciplinarità diventa imprescindibile, il passaggio da una prospettiva esclusivamente nazionale ad una inclusiva della dimensione multinazionale inevitabile – dimensione valida non soltanto per i progetti large-scale ma anche per quelli medium e small –, le ricadute in termini di policy e innovazione fondamentali. Il mondo della ricerca è chiamato ad individuare e studiare tematiche che siano di effettivo interesse per specifiche audiences (relevant target groups, governativi o meno, di rilievo nazionale o sovranazionale) le quali possano essere da un lato integrate nell’attività di comunicazione e disseminazione dei risultati delle ricerche o intercettati come destinatari e ultimi fruitori dei medesimi risultati (i policymaking groups), perché siano trasformati in innovazione tangibile.Non a caso ad essere finanziato dal Settimo Programma Quadro della Comunità Europea nel campo delle Scienze Sociali e Umanistiche (di seguito SSH, Social Sciences and Humanities) è NET4SOCIETY (www.net4society.eu), progetto già realtà i cui principali strumenti consistono in un sito web che si propone di essere la piattaforma privilegiata per un network internazionale della ricerca socio-umanistica, e in una serie di punti di contatto nazionali – spesso partner istituzionali – attivi per ciascuno Stato aderente (in Italia, l’APRE, Agenzia per la promozione della ricerca europea www.apre.it). Strumenti, questi, utili al fine di realizzare la mission di NET4SOCIETY: connettere i ricercatori e i key-players attivi nello stesso settore disciplinare attraverso la research directory, offrendo inoltre servizi formativi quali workshop, training e mentoring, nonché supporto pratico nella redazione di progetti predisposti per i bandi di finanziamento europei. La più grande rivoluzione del secolo scorso, internet, è nata dall’esigenza che la scienza e la conoscenza potessero essere trasmesse e condivise più velocemente, in funzione di una loro altrettanto veloce progressione. Il cambiamento tecnologico è uno dei key-factors per la lettura dell’evoluzione tutta dell’umanità, la cui storia può essere ben scritta e letta come una storia della comunicazione, dei suoi mezzi e dei suoi contenuti. Se internet ha allargato lo spazio di azione di ciascuno di noi, ci ha anche messo nelle condizioni di raggiungerne i confini ultimi: il mercato unico, prima, e il progetto di unione politica dell’Europa, poi, sono entrambi figli, prima che di un libero mercato di merci e servizi, di un libero mercato delle informazioni e della conoscenza. Sfruttare la rete e le più avanzate tecnologie digitali come mezzo per raggiungere questo fine, mettendo così a sistema e a frutto le risorse scientifiche per incanalarle verso fini di una allargata pubblica e comune utilità: questo è quanto serve per trasformare l’Information Society (http://ec.europa.eu/information_society/index_en.htm) in una vera e propria Knowledge Society.Quali questi fini? Quali le priorità con le quali la ricerca in SSH è chiamata a misurarsi? Il Settimo Programma Quadro individua una serie di aree tematiche prioritarie verso le quali la ricerca socio-umanistica dovrebbe rivolgersi, e alle quali il bando \ call for papers (FP7-SSH-2012) in uscita il prossimo 20 luglio si riferisce. Nel quadro complessivo decretato dal documento strategico Europe 2020 (http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm) per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, alle SHH è richiesto di produrre dati, interpretazioni e suggerimenti che mirino alla social innovation all’interno di cinque fondamentali macro-aree (activities):1) Sistemi educativi del XXI secolo2) Contesti urbani, tra diversità e coesione sociale3) Longevità come asse per lo sviluppo economico e sociale richiede un ripensamento del ruolo degli anziani nella famiglia come nell’impresa e nella società più in generale, attenzione verso l’impegno delle famiglie nella cura dei membri più anziani, e, soprattutto, l’adattamento dei sistemi di welfare4) Nuclei familiari in transizione5) Diritti umani e relazione esterne dell’UE6) Rimuovere le barriere all’esercizio della cittadinanza europeaIl concetto ricorrente di social innovation è evidentemente di non facile definizione, riferendosi, per esempio, con riguardo al primo ambito: alle strategie da mettere in campo per incentivare e svelare la creatività nella scuola come nell’azienda; nel secondo ambito: alle modalità per ridurre le diseguaglianze e aumentare la responsabilità verso l’ambiente; nel terzo: all’ammodernamento del settore pubblico nella gestione del welfare come dell’healthcare;  nel quarto: alla ridefinizione del ruolo dei media nei conflitti e nel peace-building.

 

 

Pubblicazione

 


COMUNICARE CON IL LIBRO. Autori, editori, librai, lettori, generi, e-book. Italia 1989-2011. Mondadori Università, 2011.A cura di Michele Rak, con saggi di Roberto Baldassari, Sarah Bonciarelli, Daniela Sideri, Francesca VannucchiIn venti anni il mondo dell’editoria è profondamente mutato: all’editore “autore di autori” si è sostituita l’impresa, al cartaceo si va affiancando sempre più la tecnologia digitale dell’e-book, il sistema dei generi è cambiato sotto la spinta della proliferazione di tipologie testuali introdotte dai “nuovi” media, diversi sono il ruolo dei librai e l’approccio degli autori al mercato letterario. Ma il libro, come contenitore di testi, rimane ancora il più efficace e utile strumento per l’apprendimento e la formazione: dispositivo di trasmissione che veicola opere di scrittura e d’immagine, dati, storie, teorie, fa uso di una tecnologia, quella della parola, che stimola riflessione e pensiero critico più di altri codici della comunicazione. È uno strumento che ha dei vantaggi, alcuni enfatizzati, altri ridimensionati, dalla sua versione e-book: si apprende il suo utilizzo a scuola, è trasportabile, poco costoso, consente di prendere appunti, ha il valore di patrimonio della famiglia e dell’individuo che lo acquista, lo legge, lo conserva. Pur mantenendo il suo ruolo essenziale di medium e il suo valore specifico nei processi di apprendimento e formazione, come prodotto finito di una complessa organizzazione artigianale/industriale che comprende autori, editori, grafici e consulenti, distributori, comunicatori e lettori, il libro, le sue caratteristiche e i suoi vantaggi, si modificano e continueranno a  modificarsi parallelamente alle mutazioni strutturali della società e del mercato che coinvolgono gli attori del sistema editoriale in ampie trasformazioni sociali e culturali.http://www.mondadoriuniversita.it/novita/novita.htmlGli autoriRoberto Baldassari, Ph.D. in Scienze del testo (Letteratura, Cultura Visuale e Comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università degli studi di Siena) è Consigliere di Amministrazione e Socio dell’Istituto Piepoli S.p.A., di cui dirige la Sede di Roma, il Dipartimento Innovazione e Conoscenza, il Marketing e le Missioni di Ricerca all’Estero (Vietnam, Israele, Malesia, Singapore, Brasile, Cile, Russia, Cina, India, Libano e Giordania). Dal 2005 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura, e dal 2008 insegna Abilità linguistico-comunicative, Scrittura, metodologie e tecniche della ricerca socio-culturale all’Università degli studi RomaTre. Negli ultimi anni ha pubblicato Il Mercato del Libro (ScriptaWeb, Napoli 2009) e Titolo, testi e comunicazione (FrancoAngeli 2008).Sarah Bonciarelli, Ph.D. in Scienze del testo (Letteratura, cultura visuale e comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università di Siena), è titolare di una borsa di ricerca presso L’Università per Stranieri di Perugia dove si occupa anche delle attività di didattica integrativa per la cattedra di Semiotica del Testo. Dal 2005 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni, Editori, romanzi, comunicazione. Dati Italia 2006–2008 (Napoli, Scriptaweb, 2009), Comunicare il libro. Dai media tradizionali al web.2 (Napoli, Scriptaweb, 2009).Daniela Sideri, laureata in Scienze della comunicazione presso la Luiss Guido Carli di Roma e dottoranda di ricerca in Scienze del testo (Letteratura, cultura visuale e comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università di Siena), è Tutor di Ateneo per la Metodologia di studio nelle materie umanistiche presso le tre facoltà di Lettere e Filosofia, Lettere e Filosofia – Sede di Arezzo e Scienze Politiche dell’Università di Siena, e titolare di una borsa di studio presso la CUNY – City University of New York. Dal 2008 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio Permanente Europeo della Lettura della stessa Università, dove si occupa delle attività di didattica integrativa per le cattedre di Sociologia dell’arte e della letteratura e Teoria e storia dei generi letterari. Collabora attivamente con l’Associazione ItaliaCamp in qualità di coordinatrice nell’area “Cultura e Sociale”. Tra le sue pubblicazioni, La letteratura per l’infanzia: lo stato dell’arte. Verso una teoria, in AA.VV., Quaderni di Symbolon 1, 2010 – I nuovi lettori tra libri e media. Italia 2007-2008 (Milella, Lecce).Francesca Vannucchi, Ph.D. in Scienze del testo (Letteratura, cultura visuale e comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università di Siena), è docente di Sociologia della comunicazione culturale presso il Corso di Laurea Magistrale in Informazione e sistemi editoriali dell’Università di Roma Tor Vergata e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Letterature moderne e Scienze dei linguaggi dell’Università di Siena (sede di Arezzo). Membro della sezione Processi e istituzioni culturali dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), dal 2000 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena. Collabora con l’Associazione Italiana Editori (AIE), l’ISTAT e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali in indagini sul sistema libro e la lettura. Scrive per diverse riviste specializzate. Tra le sue pubblicazioni, Introduzione allo studio dell’editoria. Analisi, dati, documentazioni sul libro e la lettura (Milano, Editrice Bibliografica, 2004), Libro e internet. Editori, librerie, lettori online (Milano, Editrice Bibliografica, 2008).

 

 

Pubblicazione

 

 

FORMAT. Che cos’è il format televisivo, come si progetta, come si scrive e come si vende. Mondadori Università, 2011.Michele Rak, Walter IngrassiaIl libro descrive il format, il progetto produttivo usato per ideare e realizzare i programmi d’intrattenimento della televisione. La programmazione televisiva in Italia è in gran parte composta di format. Molti quiz, reality show e fiction che seguiamo ogni giorno e con costante interesse sono format: Grande Fratello, La Fattoria, Chi vuol esser milionario?, Raccontami, L’eredità, Affari tuoi, La ruota della fortuna, I Cesaroni, L’isola dei Famosi. Il format è un progetto di programma ideato per la televisione, dotato di tutte le indicazioni necessarie alla sua realizzazione. È confezionato per la vendita in mercati anche lontani da quello di produzione e prevede margini di flessibilità per l’adattamento alle culture locali. È possibile osservare nel format televisivo alcune componenti dei processi di produzione, standardizzazione, industrializzazione delle opere dell’ingegno tipici dell’industria culturale e della cultura mediale. Format è un modello chiave per seguire le trasformazioni della produzione di contenuti per la televisione negli ultimi venti anni e quelle attualmente in corso.http://www.mondadoriuniversita.it/novita/novita.htmlGli autoriMichele Rak, direttore del Centro di ricerca Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura e fondatore della Scuola di Dottorato in Scienze del Testo dell’Università di Siena (1997 – 2010), è storico e teorico del patrimonio culturale italiano. Studia l’influenza dei linguaggi d’arte sul cambiamento sociale e sulle tradizioni sotto la pressione della cultura mediale e dei processi di globalizzazione. Ha insegnato nelle Università di Napoli, Palermo e nella Scuola di giornalismo della Luiss-Guido Carli. Tra le pubblicazioni: La letteratura di Mediopolis (Fausto Lupetti, Bologna, 2010). Tra i progetti: il Museo della lana (Scanno, L’Aquila), il Virtual Museum of Photography (Unione Europea).Walter Ingrassia, Ph.D. in Scienze del Testo dell’Università di Siena (Sezione: Letteratura, cultura visuale e comunicazione), è producer di Rai Fiction. Dal 2005 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni: Game Show. Format, logica e mercato (Scriptaweb, Napoli, 2009). Tra i programmi curati: le docu-fiction Doppio gioco e Le mani su Palermo (Rai Tre, 2008) e la miniserie Notte prima degli esami ‘82 (Rai Uno, 2011).

 

 

Altre Pubblicazioni

 

 

Nella collana LIBRI PER LA COMUNICAZIONE. Mondadori Università 2011.A cura di Michele Rak e Mario Morcellini

 

  • Neogiornalismo, a cura di Mario Morcellini

 

 

 

 

 

 

 

  • Infiniti Anni Ottanta, di Giovanni Ciofalo

 

 

 

 

 

  • Delitti e castighi della Comunicazione, a cura di Davide Borrelli e Raffaella Messinetti

Michele Rak, Il lettore mediale. Testi, modi, dinamiche per una politica della lettura Carmela Lombardi, Introduzione all’accesso dei disabili ai mediaFrancesca Vannucchi, Dal libro all’e-book. Nuovi strumenti per leggereSarah Bonciarelli, La comunicazione del libro tra blog, social network, poadcasting, newsletterWalter Ingrassia, Quantità, generi e tendenze dell’adattamento della letteratura per la televisione

Emilia Morelli, Il libro alla radio. Italia 2008-2009

Paolo Raimondo, I giovani e il cinema

Daniela Sideri, La letteratura per l’infanzia: lo stato dell’arte. Verso una teoria

Lorenza Gianfrancesco, Accademie, scienze e celebrazione a Napoli nel primo Seicento

Maria Cristina Liguori, Le letture di una principessa napoletana tra Ottocento e Novecento

Daniela Sideri, Per la cronaca di un gruppo di ricerca:dieci anni di lavoro dell’Osservatorio permanente europeo della lettura

 

Rubrica: Un libro al mese

 

Redazione