Roberto Maragliano (a cura di), Pedagogie dell’e-learning, ed. Laterza, Roma-Bari 2005

Segnalato da Chiara Barberini

La tecnologia sta prendendo sempre più piede anche nel settore dell’istruzione, con tentativi più o meno riusciti di coniugare la metodologia reticolare e collaborativa propria del web con quella più tradizionale, lineare e individuale della didattica tradizionale.

Il manuale Pedagogie dell’e-learning presenta in modo teorico le principali problematiche inerenti  il nuovo modo di relazionarsi con la web-didattica, un territorio complesso e multiforme, non ancora del tutto esplorato . Una prima sezione affronta l’approccio con la metodologia pedagogica delle diverse “piattaforme” didattiche, cioè il mix di elementi hardware e software che consente di gestire un progetto di formazione interamente in rete o il parallelo con interventi di tipo più tradizionali.

I modelli formativi individuati sono sostanzialmente tre:

-l’autoistruzione, svolto principalmente attraverso lo studio individuale;

-il modello collaborativo, basato sull’interazione dei partecipanti;

-il modello laboratoriale, in cui i materiali e le informazioni si arricchiscono grazie all’attività pratica degli allievi, che partecipano attivamente alla costruzione del corso.

I capitoli successivi  riguardano le nuove modalità di approccio ai principali ruoli di chi si avvicina all’e-learning: l’autore e  il docente on line. Riprogettare i materiali didattici nel nuovo ambiente, renderli modulari e ripetibili, avvicinarsi ad un nuovo modo di pensare la propria identità sono le principali difficoltà che si incontrano, mentre allo stesso tempo ci si avvicina ad un’idea del proprio ruolo più elastica e collaborativa. Una figura molto importante per l’e-learning è il tutor, a cui spesso si attribuiscono responsabilità e funzioni disparate, ma che principalmente ha il compito di fare da “collante” tra il docente e l’allievo in un ambiente che apparentemente rende più freddo il rapporto.

Il quinto capitolo affronta in modo forse meno puntuale la figura dell’allievo on line, fornendo più in generale la definizione dei principali profili di utente del web: l’Esploratore avventuriero, l’Esteta impenitente, il Viaggiatore fai-da-te; il Turista scortato; il Casalingo imbarazzato, il Casalingo arrabbiato, in base ai diversi approcci psicologici e comportamentali  nei confronti delle nuove tecnologie.

Il sesto capitolo riporta l’esperienza di e-learning degli autori del manuale, in particolare la progettazione del master on line “Multimedialità per l’e-learning” presso l’Università Roma Tre nel 2002.

Concludono il volume gli utilissimi Percorsi bibliografici, Percorsi sitografici e in appendice il Decreto Ministeriale 17 aprile 2003 Moratti-Stanca che definisce i criteri e le procedute di accreditamento dei corsi di studio a distanza.

Il manuale si presenta come un buon punto di partenza teorico per approcciare il discorso sulla formazione on-line, magari affiancato da un testo più operativo .