Luglio 2011
Posted by admin on giu 30, 2011 in news
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Luglio 2011
Report & Analisi
IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO. Cosa chiedono la società e le istituzioni europee alla ricerca nelle scienze sociali e umanistiche (Social Sciences and Humanities).
Convegno a cura di APRE, Agenzia per la promozione della ricerca europea, MIUR 15 Giugno 2011.
Prima che un’opportunità eccellente per il finanziamento e la promozione della ricerca scientifica, quello predisposto attraverso il Settimo Programma Quadro della Commissione Europea per la Ricerca è un ottimo metro per la valutazione, da parte dei singoli ricercatori, delle proprie curiosità ed esigenze critiche. Fissando, o, più opportunamente, redigendo l’agenda scientifica secondo le priorità, sulla base dei position papers provenienti dai soggetti impegnati nella ricerca all’interno dei diversi Stati Membri, l’Europa fornisce a ciascun ricercatore europeo le fondamentali linee di indirizzo per i propri studi, costruendo la coscienza di ciò che è sentito come interesse prioritario ed è dunque richiesto alla ricerca perché si possano orientare le scelte dei policy-makers sia europei che nazionali.
Che la ricerca sia fruibile per i policy-makers è la grande sfida di fronte alla quale si trovano le discipline che afferiscono al campo delle scienze sociali e umanistiche: uscire dall’autoreferenzialità accademica e operare nel senso di una sempre più stretta e coordinata collaborazione con enti e istituzioni a livello nazionale, europeo ed internazionale è per i ricercatori (attivi nelle Università, negli istituti di ricerca privati, nelle aziende e nelle organizzazioni della società civile) la frontiera alla quale guardare e verso cui dirigersi.
Al di là del fatto che la fruibilità richiamata è funzionale all’ottenimento di finanziamenti europei per la ricerca, il dato rilevante è l’esigenza e l’affermazione di un certo tipo di approccio alla ricerca medesima, nel quale la multidisciplinarità diventa imprescindibile, il passaggio da una prospettiva esclusivamente nazionale ad una inclusiva della dimensione multinazionale inevitabile – dimensione valida non soltanto per i progetti large-scale ma anche per quelli medium e small –, le ricadute in termini di policy e innovazione fondamentali. Il mondo della ricerca è chiamato ad individuare e studiare tematiche che siano di effettivo interesse per specifiche audiences (relevant target groups, governativi o meno, di rilievo nazionale o sovranazionale) le quali possano essere da un lato integrate nell’attività di comunicazione e disseminazione dei risultati delle ricerche o intercettati come destinatari e ultimi fruitori dei medesimi risultati (i policymaking groups), perché siano trasformati in innovazione tangibile.
Non a caso ad essere finanziato dal Settimo Programma Quadro della Comunità Europea nel campo delle Scienze Sociali e Umanistiche (di seguito SSH, Social Sciences and Humanities) è NET4SOCIETY (www.net4society.eu), progetto già realtà i cui principali strumenti consistono in un sito web che si propone di essere la piattaforma privilegiata per un network internazionale della ricerca socio-umanistica, e in una serie di punti di contatto nazionali – spesso partner istituzionali – attivi per ciascuno Stato aderente (in Italia, l’APRE, Agenzia per la promozione della ricerca europea www.apre.it). Strumenti, questi, utili al fine di realizzare la mission di NET4SOCIETY: connettere i ricercatori e i key-players attivi nello stesso settore disciplinare attraverso la research directory, offrendo inoltre servizi formativi quali workshop, training e mentoring, nonché supporto pratico nella redazione di progetti predisposti per i bandi di finanziamento europei. La più grande rivoluzione del secolo scorso, internet, è nata dall’esigenza che la scienza e la conoscenza potessero essere trasmesse e condivise più velocemente, in funzione di una loro altrettanto veloce progressione. Il cambiamento tecnologico è uno dei key-factors per la lettura dell’evoluzione tutta dell’umanità, la cui storia può essere ben scritta e letta come una storia della comunicazione, dei suoi mezzi e dei suoi contenuti. Se internet ha allargato lo spazio di azione di ciascuno di noi, ci ha anche messo nelle condizioni di raggiungerne i confini ultimi: il mercato unico, prima, e il progetto di unione politica dell’Europa, poi, sono entrambi figli, prima che di un libero mercato di merci e servizi, di un libero mercato delle informazioni e della conoscenza. Sfruttare la rete e le più avanzate tecnologie digitali come mezzo per raggiungere questo fine, mettendo così a sistema e a frutto le risorse scientifiche per incanalarle verso fini di una allargata pubblica e comune utilità: questo è quanto serve per trasformare l’Information Society (http://ec.europa.eu/information_society/index_en.htm) in una vera e propria Knowledge Society.
Quali questi fini? Quali le priorità con le quali la ricerca in SSH è chiamata a misurarsi? Il Settimo Programma Quadro individua una serie di aree tematiche prioritarie verso le quali la ricerca socio-umanistica dovrebbe rivolgersi, e alle quali il bando \ call for papers (FP7-SSH-2012) in uscita il prossimo 20 luglio si riferisce. Nel quadro complessivo decretato dal documento strategico Europe 2020 (http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm) per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, alle SHH è richiesto di produrre dati, interpretazioni e suggerimenti che mirino alla social innovation all’interno di cinque fondamentali macro-aree (activities):
1) Sistemi educativi del XXI secolo
2) Contesti urbani, tra diversità e coesione sociale
3) Longevità come asse per lo sviluppo economico e sociale richiede un ripensamento del ruolo degli anziani nella famiglia come nell’impresa e nella società più in generale, attenzione verso l’impegno delle famiglie nella cura dei membri più anziani, e, soprattutto, l’adattamento dei sistemi di welfare
4) Nuclei familiari in transizione
5) Diritti umani e relazione esterne dell’UE
6) Rimuovere le barriere all’esercizio della cittadinanza europea
Il concetto ricorrente di social innovation è evidentemente di non facile definizione, riferendosi, per esempio, con riguardo al primo ambito: alle strategie da mettere in campo per incentivare e svelare la creatività nella scuola come nell’azienda; nel secondo ambito: alle modalità per ridurre le diseguaglianze e aumentare la responsabilità verso l’ambiente; nel terzo: all’ammodernamento del settore pubblico nella gestione del welfare come dell’healthcare; nel quarto: alla ridefinizione del ruolo dei media nei conflitti e nel peace-building.
Pubblicazione
COMUNICARE CON IL LIBRO. Autori, editori, librai, lettori, generi, e-book. Italia 1989-2011. Mondadori Università, 2011.
A cura di Michele Rak, con saggi di Roberto Baldassari, Sarah Bonciarelli, Daniela Sideri, Francesca Vannucchi
In venti anni il mondo dell’editoria è profondamente mutato: all’editore “autore di autori” si è sostituita l’impresa, al cartaceo si va affiancando sempre più la tecnologia digitale dell’e-book, il sistema dei generi è cambiato sotto la spinta della proliferazione di tipologie testuali introdotte dai “nuovi” media, diversi sono il ruolo dei librai e l’approccio degli autori al mercato letterario. Ma il libro, come contenitore di testi, rimane ancora il più efficace e utile strumento per l’apprendimento e la formazione: dispositivo di trasmissione che veicola opere di scrittura e d’immagine, dati, storie, teorie, fa uso di una tecnologia, quella della parola, che stimola riflessione e pensiero critico più di altri codici della comunicazione. È uno strumento che ha dei vantaggi, alcuni enfatizzati, altri ridimensionati, dalla sua versione e-book: si apprende il suo utilizzo a scuola, è trasportabile, poco costoso, consente di prendere appunti, ha il valore di patrimonio della famiglia e dell’individuo che lo acquista, lo legge, lo conserva. Pur mantenendo il suo ruolo essenziale di medium e il suo valore specifico nei processi di apprendimento e formazione, come prodotto finito di una complessa organizzazione artigianale/industriale che comprende autori, editori, grafici e consulenti, distributori, comunicatori e lettori, il libro, le sue caratteristiche e i suoi vantaggi, si modificano e continueranno a modificarsi parallelamente alle mutazioni strutturali della società e del mercato che coinvolgono gli attori del sistema editoriale in ampie trasformazioni sociali e culturali.
http://www.mondadoriuniversita.it/novita/novita.html
Gli autori
Roberto Baldassari, Ph.D. in Scienze del testo (Letteratura, Cultura Visuale e Comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università degli studi di Siena) è Consigliere di Amministrazione e Socio dell’Istituto Piepoli S.p.A., di cui dirige la Sede di Roma, il Dipartimento Innovazione e Conoscenza, il Marketing e le Missioni di Ricerca all’Estero (Vietnam, Israele, Malesia, Singapore, Brasile, Cile, Russia, Cina, India, Libano e Giordania). Dal 2005 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura, e dal 2008 insegna Abilità linguistico-comunicative, Scrittura, metodologie e tecniche della ricerca socio-culturale all’Università degli studi RomaTre. Negli ultimi anni ha pubblicato Il Mercato del Libro (ScriptaWeb, Napoli 2009) e Titolo, testi e comunicazione (FrancoAngeli 2008).
Sarah Bonciarelli, Ph.D. in Scienze del testo (Letteratura, cultura visuale e comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università di Siena), è titolare di una borsa di ricerca presso L’Università per Stranieri di Perugia dove si occupa anche delle attività di didattica integrativa per la cattedra di Semiotica del Testo. Dal 2005 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni, Editori, romanzi, comunicazione. Dati Italia 2006–2008 (Napoli, Scriptaweb, 2009), Comunicare il libro. Dai media tradizionali al web.2 (Napoli, Scriptaweb, 2009).
Daniela Sideri, laureata in Scienze della comunicazione presso la Luiss Guido Carli di Roma e dottoranda di ricerca in Scienze del testo (Letteratura, cultura visuale e comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università di Siena), è Tutor di Ateneo per la Metodologia di studio nelle materie umanistiche presso le tre facoltà di Lettere e Filosofia, Lettere e Filosofia – Sede di Arezzo e Scienze Politiche dell’Università di Siena, e titolare di una borsa di studio presso la CUNY – City University of New York. Dal 2008 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio Permanente Europeo della Lettura della stessa Università, dove si occupa delle attività di didattica integrativa per le cattedre di Sociologia dell’arte e della letteratura e Teoria e storia dei generi letterari. Collabora attivamente con l’Associazione ItaliaCamp in qualità di coordinatrice nell’area “Cultura e Sociale”. Tra le sue pubblicazioni, La letteratura per l’infanzia: lo stato dell’arte. Verso una teoria, in AA.VV., Quaderni di Symbolon 1, 2010 – I nuovi lettori tra libri e media. Italia 2007-2008 (Milella, Lecce).
Francesca Vannucchi, Ph.D. in Scienze del testo (Letteratura, cultura visuale e comunicazione – Santa Chiara, Scuola superiore dell’Università di Siena), è docente di Sociologia della comunicazione culturale presso il Corso di Laurea Magistrale in Informazione e sistemi editoriali dell’Università di Roma Tor Vergata e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Letterature moderne e Scienze dei linguaggi dell’Università di Siena (sede di Arezzo). Membro della sezione Processi e istituzioni culturali dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), dal 2000 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena. Collabora con l’Associazione Italiana Editori (AIE), l’ISTAT e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali in indagini sul sistema libro e la lettura. Scrive per diverse riviste specializzate. Tra le sue pubblicazioni, Introduzione allo studio dell’editoria. Analisi, dati, documentazioni sul libro e la lettura (Milano, Editrice Bibliografica, 2004), Libro e internet. Editori, librerie, lettori online (Milano, Editrice Bibliografica, 2008).
Pubblicazione
FORMAT. Che cos’è il format televisivo, come si progetta, come si scrive e come si vende. Mondadori Università, 2011.
Michele Rak, Walter Ingrassia
Il libro descrive il format, il progetto produttivo usato per ideare e realizzare i programmi d’intrattenimento della televisione. La programmazione televisiva in Italia è in gran parte composta di format. Molti quiz, reality show e fiction che seguiamo ogni giorno e con costante interesse sono format: Grande Fratello, La Fattoria, Chi vuol esser milionario?, Raccontami, L’eredità, Affari tuoi, La ruota della fortuna, I Cesaroni, L’isola dei Famosi. Il format è un progetto di programma ideato per la televisione, dotato di tutte le indicazioni necessarie alla sua realizzazione. È confezionato per la vendita in mercati anche lontani da quello di produzione e prevede margini di flessibilità per l’adattamento alle culture locali. È possibile osservare nel format televisivo alcune componenti dei processi di produzione, standardizzazione, industrializzazione delle opere dell’ingegno tipici dell’industria culturale e della cultura mediale. Format è un modello chiave per seguire le trasformazioni della produzione di contenuti per la televisione negli ultimi venti anni e quelle attualmente in corso.
http://www.mondadoriuniversita.it/novita/novita.html
Gli autori
Michele Rak, direttore del Centro di ricerca Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura e fondatore della Scuola di Dottorato in Scienze del Testo dell’Università di Siena (1997 – 2010), è storico e teorico del patrimonio culturale italiano. Studia l’influenza dei linguaggi d’arte sul cambiamento sociale e sulle tradizioni sotto la pressione della cultura mediale e dei processi di globalizzazione. Ha insegnato nelle Università di Napoli, Palermo e nella Scuola di giornalismo della Luiss-Guido Carli. Tra le pubblicazioni: La letteratura di Mediopolis (Fausto Lupetti, Bologna, 2010). Tra i progetti: il Museo della lana (Scanno, L’Aquila), il Virtual Museum of Photography (Unione Europea).
Walter Ingrassia, Ph.D. in Scienze del Testo dell’Università di Siena (Sezione: Letteratura, cultura visuale e comunicazione), è producer di Rai Fiction. Dal 2005 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura dell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni: Game Show. Format, logica e mercato (Scriptaweb, Napoli, 2009). Tra i programmi curati: le docu-fiction Doppio gioco e Le mani su Palermo (Rai Tre, 2008) e la miniserie Notte prima degli esami ‘82 (Rai Uno, 2011).
Altre Pubblicazioni
Nella collana LIBRI PER LA COMUNICAZIONE. Mondadori Università 2011.
A cura di Michele Rak e Mario Morcellini
Neogiornalismo, a cura di Mario Morcellini
Infiniti Anni Ottanta, di Giovanni Ciofalo
Delitti e Castighi della Comunicazione, a cura di Davide Borrelli e Raffaella Messinetti
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