Antonio Tabucchi, Racconti con figure, Sellerio, Palermo 2011.
Posted by Segreteria on mag 7, 2011 in Il libro della settimana scelto dall'OsservatorioRacconti con figure sono 42 storie illustrate da 32 artisti. Anzi, il processo è inverso. Antonio Tabucchi ha scritto 42 racconti ispirandosi a 32 artisti. Sono storie che, partendo dall’immagine di un quadro, una cartolina, una fotografia, allestiscono un mondo attraverso l’evocazione di ambienti, arredi, personaggi e affetti. Sono racconti brevi, come l’emozione provata di fronte a un quadro, breve. Tabucchi si serve delle immagini per segnalare un’assenza e scrive nella Nota di apertura alla raccolta: «Se l’immagine è venuta a provocare la scrittura, la scrittura ha condotto quell’immagine altrove, in quell’altrove ipotetico che in pittore non dipinse» (pp. 9-10). Ma la questione è più complicata e non riguarda esclusivamente l’«altrove ipotetico» non dipinto dal pittore. Le immagini raffigurano sempre qualche cosa che non c’è, che non c’è mai stato o che non c’è più. È la loro funzione antropologica e a questo servono. Come racconta Plinio il Vecchio, lo sa bene Dibutade la figlia di un vasaio di Corinto che dipinse l’ombra del suo amato sulla parete di una grotta poco prima che lui partisse per sempre.
In un racconto esemplare di questa ultima raccolta di Tabucchi, Tanti saluti, compare l’immagine di una cartolina raffigurante Firenze (Tullio Pericoli, 1983). Taddeo sta per partire per il viaggio da sempre desiderato ma soltanto immaginato. Isabel, che non c’è più, lo accompagnerà ritratta in una fotografia chiusa nella valigia. Ci sono anche le cartoline già scritte che ritraggono città, monumenti, vedute panoramiche e che saranno spedite dal Sudamerica tanto «il bello erano i francobolli che ci avrebbe appiccicato» (p. 15). Il senso del racconto è tutto qui, nella cartolina che serve per immaginare un viaggio mai fatto, non importa che l’immagine rappresentata non corrisponda al luogo, può bastare soltanto averlo immaginato.
Nella nota del curatore, Thea Rimini ricorda che Antonio Tabucchi dialoga spesso con l’immagine e intreccia una fitta rete di scambi con il cinema, la fotografia, e in particolare la pittura basti pensare al ruolo fondamentale di Las Meninas di Velázquez ne Il gioco del rovescio, e ad altri casi che vengono puntualmente citati nelle note insieme alla provenienza dei testi raccolti.

